Da Chicago a Nashville: tra Blues, Jazz e Country

Tra le mille (e arrotondo per difetto) psicosi di Andrea, la più incredibile è l’ossessione per le playlist.
Già vi vedo (Ma chi? Ma che ne so) scuotere la testa, pensando: ‘ah, anche io sono così’.
No.
Sul serio.
Non siete al suo livello.
Stiamo parlando di una persona che trasforma TUTTO in una playlist. Tipo, imbarcati sul nostro volo per Chicago, Andrea ha sistemato il suo trolley, si è seduto, ha acceso lo schermino del suo posto e… ha iniziato a creare la sua playlist di film.
Sull’aereo. Con lo scarsissimo catalogo della compagnia aerea.
Un playlist che non avrebbe mai potuto portare con sé e che avrebbe avuto al massimo 10 ore di vita.
Io l’ho guardato incredula per 20 minuti prima di chiedere conferma di quello che stavo vedendo. E sì, c’avevo visto giusto.

Quindi non appena abbiamo scelto di andare nel Midwest, ci siamo equamente divisi i compiti: io prenotavo voli e auto, lui creava la playlist su Spotify.

CHICAGO

Tutti percorrono tendenzialmente la Blues Highway da New Orleans a Chicago. Quindi, noi abbiamo scelto di farla al contrario, perché ovviamente noi scopriamo le cose sempre dopo.

A Chicago è un piacere perdersi: che si ami il teatro, il cinema, lo sport o la musica, in ogni angolo c’è un posto che vi aspetta e che vi entrerà nel cuore.

Ma parlando di musica, a Chicago dovete passare una serata in un locale blues: a voi la scelta se vicino o più lontano dal Loop (meglio verso nord).
Il locale più famoso è il… B.L.U.E.S., vicino al Kingstone Mine e al Lincoln Hall (non fanno solo blues, ma la location è davvero carina); appena a nord del fiume, invece, trovate l’House of Blues Chicago, Winter’s Jazz Club, e il Blue Chicago, ma virtualmente potete entrare in qualunque locale vi garbi: la qualità è davvero stellare.

chicago theatre

MEMPHIS

La playlist di Andrea non prevedeva Elvis, quindi a Memphis ci siamo goduti un concerto blues (al B.B. King’s Blues Club in Beale Street) e poi abbiamo dedicato tutta la nostra attenzione alla fabbrica della Gibson (dalla quale giungono pessime notizie di chiusura, ma se riuscite e siete appassionati entrateci: non si possono fare foto, ma l’amore per lo strumento è palpabile) e al Sun Studio, la casa discografica fondata da Sam Phillips che ha lanciato, tra gli altri,  Johnny Cash e Jerry Lee Lewis.
Un’emozione incredibile.

Midwest - Memphis

NASHVILLE

Ah, Nashville: la capitale della musica country, la città dove negozi di stivali e locali con musica dal vivo si equivalgono (il rapporto credo sia 1:1 con gli abitanti).
Noi, come sempre, non avevamo prenotato nulla, ma siamo finiti a cenare al The Stillery, dove una gentilissima cameriera è pure riuscita a trovarci un posto fronte palco, quindi CONSIGLIATISSIMO.
Dopo il Sun Studio, qui ci siamo dedicati al Third Man Records, studio di Jack White. Ve lo anticipo: lo studio è in un quartiere non esattamente turistico. E con ‘non esattamente turistico’ intendo che è ci sono solo cliniche per la disintossicazione da metadone, un paio di rifugi per senzatetto, un centro di recupero per minori e uno di riabilitazione per ex-detenuti. E non vorrei sembrare pessimista, ma credo che questa descrizione supererà gli anni e la gentrificazione. Organizzatevi (a noi non è successo nulla di male, anzi, ma noi siamo gente con la pellaccia dura e io ho una valanga di tatuaggi che comunque mi fan passare per una dura)(pure se la maggior parte sono rose e cartoni animati).
Ma ehi, ci sono anche posti più turistici che ben valgono una visita, tipo la Country Music Hall of Fame, il Ryman Auditorium e il Johnny Cash Museum.

La seconda parte della via del blues, fino a New Orleans, la faremo più avanti.
Già mi immagino la prossima playlist che Andrea creerà sul volo.


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